E’ arrivato il momento che la redazione vi parli, dopo le prime impressioni dei fortunati dell’anteprima stampa, di Star Wars: L’Ascesa di Skywalker, finalmente arrivato nelle sale.


Federico Bracchi

Fin dal momento dell’annuncio del ritorno di JJ Abrams su Star Wars, per concludere la trilogia da lui stesso iniziata, ero sicuro di come avrebbe approcciato narrativamente questo suo nuovo lavoro: prendere le critiche mosse a Il Risveglio della Forza e a Gli Ultimi Jedi e rispondere punto per punto. Ed è esattamente quello che ha fatto, ponendosi nel mezzo dei registri adottati in precedenza. Tuttavia, se questo vi può far pensare che ciò vada a sbugiardare quanto ci ha voluto raccontare Rian Johnson, non è assolutamente vero. Proprio in Episodio VIII – che ha in qualche modo gestito idee partorite male – Star Wars: L’Ascesa di Skywalker pone le sue fondamenta narrative e nell’evoluzione dei personaggi, che finalmente si definiscono e reggono lo schermo senza il necessario supporto degli eroi passati, grazie anche a delle ottime prove attoriali del cast principale. Non manca comunque una chiara frecciatina ad una discussissima scelta di messa in scena fatta da RJ, comunque superata dall’autoironia sull’elemento principale che faceva girare la trama di Il Risveglio della Forza, sbugiardato ora con una frase molto simile alla cagata pazzesca di Fantozziana memoria. Il risultato è quindi quello di voler rilanciare la trama e la scelta di reintrodurre Palpatine, interpretato ancora una volta meravigliosamente da Ian McIarmid (e doppiato altrettanto meravigliosamente), ha proprio questo obbiettivo. Il risultato è quindi anche quello di avere un film che deve essere veloce, che sì spiega – non tutto – ma senza pause che consentano allo spettatore di ben assimilare quanto gli viene raccontato. Dopo la prima ora, L’Ascesa di Skywalker lascia frastornati, con già molti elementi che avrebbero potuto coprire tutto quanto non fatto con Il Risveglio della Forza. Questo ha comunque il merito di preparare il campo al continuo crescendo di fan-service, combattimenti, brillanti momenti che strappano una risata della seconda ora e che ci conducono alla conclusione. Ma proprio quando sembra che il film possa fare il passo decisivo, viene tirato il freno a mano e riaccellera prendendo una strada diversa da quella tenuta fino a pochi istanti prima. L’ennesimo “un colpo al cerchio e uno alla botte” per cercare di soddisfare tutti ma proprio tutti. Star Wars: L’Ascesa di Skywalker è quindi un discreto film, un discreto Star Wars, non un capolavoro, non un totale disastro. Dà risposta a tutte le domande e chiude tutti gli archi narrativi non solo della trilogia sequel ma dell’intera saga degli Skywalker? Non lo fa ma era – francamente – impossibile. E’ dai tempi di Episodio VII che sono sicuro ci sarà un Episodio X e ora sono ancora più sicuro che lo vedremo a tempo debito. Chiude in maniera soddisfacente quello che riesce? Non sempre ci riesce. Voto? In conclusione: dopo la prima visione e una giornata di riflessione 6,5, massimo 7 su 10. Si poteva fare di più, non affidarsi solo all’inseguimento dell’umore del fandom e alle discussioni e pensare tutta la trilogia meglio dall’inizio. Una lezione che siamo certi e speranzosi che Lucasfilm abbia imparato.

Chris Terrio e JJ Abrams

Manuel Bettuzzi

Non è lontanamente il film che volevo vedere, purtroppo il mio problema verso J.J. Abrams è ancora li, e con questo ultimo capitolo è peggiorato in maniera cronica. Abrams dimostra di non aver colto per nulla l’essenza della saga, lo si vede dalle scelte estremamente fan service che non osano nulla. Il film non ha coraggio. si regge interamente sulle richieste dei fan che sono state fatte in questi anni. A differenza di Episodio VIII (miglior capitolo della sequel a mio parere), Episodio IX vuole far sentire tutti a casa, vuole trasmettere forzatamente la magia di Star Wars. In una maniera che alcuni definirebbero non naturale. Il film comincia con un ritmo serrato, velocissimo, i personaggi cambiano direzione e scelte di continuo. Con la seconda metà grazie al cielo rallenta. Gli ultimi atti del film sono creati a dovere per prendere i sentimenti di tutti gli spettatori e buttarli in frullatore. Un ottimo lavoro sulla narrazione e la crescita dei personaggi principali, duelli mozzafiato e ambientazioni ottime fanno sì che il film nonostante tutto, funzioni. Infatti fa il suo dovere e mi ha lasciato con fortissime emozioni facendomi piangere come una quattordicenne. Sfido veramente chiunque a non saltare in alcune scene presenti nel film, fan e non. Si poteva fare MOLTO DI PIÙ e con pochissimo sforzo. Gli errori nel film sono tanti è innegabile, ma non vanno a pregiudicare la qualità del prodotto e le emozioni che trasmette. Quindi a malincuore devo dire che J.J. me l’ha fatto di nuovo. È riuscito ancora una volta a farmi mangiare il suo minestrone e a farmi dire che nonostante tutto è buono e mi è piaciuto molto. BRAVO J.J. ma ora basta, è ora che questa saga venga ereditata da persone che se ne intendono e abbiano un piano ben preciso in testa. Non può permettersi altre trilogie “improvvisate” e senza una trama solida.

Kathleen Kennedy sul set di Star Wars L'Ascesa di Skywalker

Pierpaolo Bergonzi

L’Ascesa di Skywalker fa del ritmo un suo punto di forza. Risulta una vera corsa al finale, tutta d’un fiato. Si apre in grande e chiude aggrappandosi alle nostre emozioni, colpendoci costantemente con un look visivamente impeccabile.
Trama, fotografia e sonoro soddisfano, fra citazioni, rimandi, e graditissime novità, ma si avverte qualche difetto di montaggio oltre che piccole sbavature in regia. Probabilmente il troppo materiale fatica a stare comodo nel minutaggio finale della pellicola; sarebbe stato saggio introdurre alcune delle novità già nel primo capitolo di questa trilogia.
Poteva e doveva essere un grande ed appagante finale. È stato sicuramente un buon film e forse anche di più. Ma avrebbe certamente potuto essere molto più imponente, epico, corale e soprattutto coeso ai due predecessori.
La Saga è finita, l’amore per essa vivrà per sempre. Voto 8.

JJ Abrams e Adam Driver sul set di Star Wars L'Ascesa di Skywalker

Rebecca Micol Sergi

Le prime impressioni “a caldo” lo sono state in tutti i sensi. Dopo quindici anni di fedeltà cieca e assoluta a Star Wars, giustificando anche ciò che altri ritengono ingiustificabile, ho trovato qualcosa che mi ha scosso. Come sempre, anche questa volta ribadirò che Episodio 9 è un bel film. Godibile nella sua durata e visivamente d’impatto come mai nessun altro film, JJ in questo caso aveva ragione. Ma rimane un senso di “amaro in bocca” se bisogna analizzare attentamente ciò che è stato e ciò che è. L’Ascesa di Skywalker ha un ritmo veloce e sfiancante, afferra lo spettatore e lo trascina con sé per 2 ore e 35 in un turbinio di emozioni. Metà delle cose che sono successe, tuttavia, potevano essere inserite già nel 2015 durante il Risveglio della Forza – a riprova che non basta riportare al cinema il logo “Star Wars” per avere un successo assicurato. E mentre rimane un ottimo film manca di alcuni elementi che lo renderebbero il ponte perfetto tra passato e presente, e un ottimo finale alla saga. E a proposito di questo, lasciatemi col beneficio del dubbio che tutto questo parlare di “conclusione alla Saga degli Skywalker” sia vero…
Lasciamo che adesso si occupi del brand gente che ami la saga da un punto di vista professionale e personale.

Rey e Kylo Ren frantumano l'elmo di Vader

Gabriel Valenti

Trilogia.
Quando si parla di Star Wars ci si riferisce sempre come trilogia, e con questo film abbiamo la conferma che stavolta i piani dall’alto sono stati quelli di costruire 3 film in base anno per anno, senza seguire una linea guida. Devo ammettere che sin dal primo trailer questo film mi aveva dato l’impressione di essere un film “furbetto”, figlio del malcontento post Episodio 7 – Episodio VIII e SOLO, che cercava di far felici tutti i fan con una storia che collegasse tutti e 9 i film. Vedere il film ha confermato in parte le mie teorie: ci troviamo di fronte un film godibile che emoziona, fa ridere ed appassiona nei momenti giusti ma al contempo il regista JJ Abrams infarcisce troppo la storia. Lo spettatore in queste due ore e poco più viene letteralmente travolto da un’onda di informazioni, domande ed accadimenti che sarebbe stato meglio diluire per tutti e tre i film. Così facendo è stato dimostrato che la storia andava avanti un film alla volta, e dopo il grande esempio dato con il MCU, non mi aspettavo un trattamento simile per Star Wars. Altra nota dolente la colonna sonora, che rimane del tutto dimenticabile (o assente) in numerose scene e si fa sentire prevalentemente con ritorni di temi noti della trilogia.
Lungi da me sconsigliare la visione di questo film, ma ci si trova evidentemente di fronte ad un film su cui è stato scommesso tutto, che preso in considerazione con gli altri film svela il fianco a numerose debolezze ed incongruenze che spero vengano chiarite in futuro con l’ormai classico fumetto/libro esplicativo.

Voto: 7- ( per tutto il background dietro il film)

il ritorno di palpatine è stato pensato da JJ Abrams e non Colin Trevorrow per Star Wars

Alessandro Pagani

La Saga degli Skywalker si è ufficialmente conclusa e l’ha fatto come si deve, ne più ne meno. Star Wars The Rise Of Skywalker è semplicemente Star Wars, con i suoi difetti e i suoi pregi. JJ Abrams, in questo capitolo, parte in quarta, la prima mezz’ora sembra quasi un riassunto di ciò che ci siamo persi tra il precedente episodio e questo. Nella seconda parte si dedica a regalarci una sequenza di scene commuoventi, alternata a plot twist assolutamente inaspettati. Si piange molto, si ride e soprattutto si gode del classico spettacolo visivo tipico di Star Wars. Se nel primo episodio della nuova trilogia, JJ non aveva voluto osare, in questa pellicola cambia la tendenza, fino ad autocitarsi in modo ironico, per la scelta compiuta ne Il Risveglio della Forza, della morte nera 3… ehm scusate, volevo dire Base Starkiller. Decide di approfondire alcune “NON risposte” che Rian Jhonson nella precedente pellicola aveva dato, senza però entrarne in conflitto. Non si risparmia però una chiara frecciatina a Gli Ultimi Jedi e allo sport del Lancio Della Spada Laser. Vi sono vari dettagli non approfonditi che lasciano spazio ad un’ulteriore esplorazione in altri ambiti narrativi, quali fumetti e libri. L’utilizzo della CGI, come in tutta la trilogia sequel, non è invasivo e raggiunge un apice in una commuovente scena fan service. Come tutti i film della saga, ha dei dettagli che porranno domande di coerenza con l’universo creato da Lucas.  Ciononostante, se da un lato sono disposto a soprassedere a piccoli errori o scelte fatte, non raggiunge la vetta della mia classifica personale, per due scelte narrative che ho trovato impossibili da digerire. Detto questo, abbiamo davanti un episodio, che come sempre dividerà il Fandom, ma in fondo è anche questa una caratteristica di Star Wars. Voto: 8 che con altre visioni più tranquille potrà forse aumentare, ma mai superare il 9.

Il duello tra Rey e Kylo Ren

Leandro Romani

“La saga si conclude, la storia vivrà per sempre” così si leggeva nel trailer, e con questo film J.J. ha centrato pienamente il suo obbiettivo. La storia e la narrazione partono a bomba, e non danno allo spettatore tempo di riflettere e metabolizzare tutti gli eventi, molto poco è lasciato all’immaginazione, e in breve tempo, molti degli interrogativi che ci accompagnano dal 2015 vengono svelati (qualche personaggio liquidato un po troppo velocemente). Un film equilibrato che strizza l’occhio ai fan di vecchia data e esalta i nuovi; fan service presente e ben contestualizzato. La musica, come sempre nella saga, emoziona, ma nulla di particolarmente “nuovo”. La forza è centrale e predominante in questa pellicola: come accennato anche nei trailer, si scoprono molte nuove abilità che caratterizzano i personaggi che la usano. Entrando più nello specifico, ma non potendo spoilerare, posso dire che ci sono scene veramente toccanti, ed emozionanti, che non possono, in nessun modo, lasciare lo spettatore indifferente. Umorismo come sempre presente, ma ben bilanciato. Emozioni a manetta, tra “vecchi e nuovi” personaggi. Alla fine la saga si conclude davvero, chiudendo un cerchio aperto nel lontano 1977: con quattro generazioni di fan: una delle poche storie, che riesce ad andare oltre, un viaggio, che a mio parere, non avrà mai fine. Difficile al termine della proiezione è stato staccarsi da quella poltrona, e da quella sala, dopo un film che non può di certo lasciarti impassibile di emozioni. Sicuramente da riguardare e metabolizzare con più visioni, ma la saga sarà veramente conclusa? Sicuramente Si! Almeno per un po. Voto 7 e mezzo

[AGGIORNATO 23/12/2019]

Gianluca Checcarini

Con L’Ascesa di Skywalker si va a chiudere una saga iniziata nel lontano 1977. JJ Abrams ritorna in sella al progetto e si nota subito la sua mano, il suo stile da blockbuster, soprattutto paragonato a quello più “classico” di Rian Johnson. Gli effetti speciali, bellissimi, fanno da padrone nella maggior parte delle sequenze. C’è poco altro. Un montaggio quasi frenetico che non consente allo spettatore di capire il perché di alcune scene, di alcune scelte dei protagonisti e di affezionarsi ai nuovi personaggi. Una trama che presenta dei piccoli ma normali problemi di scorrimento, una fotografia a tratti anche accattivante ma fine a sé stessa. Nuovi personaggi introdotti solo per puro marketing, protagonisti che non fanno la storia del film ma che vengono trascinati dalla stessa. Si percepisce proprio che ci si trova alla fine della Saga, una corsa contro il tempo. Troppe informazioni in un unico film che faticano a trovare spazio nel minutaggio della pellicola. Si sente tanto il “navigare a vista” di questa Trilogia, il non essere stata scritta e progettata fin dall’inizio tutta insieme. Dopo le scelte di Episodio VIII, che strapparono col passato un po’ scombussolando lo spettatore, questa volta JJ Abrams non osa ma anzi, porta in sala tutto ciò che la gente ha reclamato in questi anni, forse andando troppo oltre e magari dimenticandosi di altre cose che alla fine sarebbero state più importanti. Molte informazioni potevano benissimo essere state inserite fin da Episodio VII e magari approfondite qui, in quest’ultimo capitolo. Intendete bene, il film è uno spettacolo per gli occhi, bellissimo da vedere e con delle scene davvero di alto valore. Pure la classica comicità è gestita benissimo durante tutto l’arco della storia, forse la miglior gestione della stessa in tutta la Trilogia Sequel. Preso da solo, è davvero un bel film, un bello Star Wars, ti fa passare 2.30 h di puro divertimento lasciandoti a bocca aperta. Il problema nasce quando consideri questo film per quello che deve essere ed è: il capitolo conclusivo (e anche qui ci sarebbe da parlare) di tutta la Saga. Un buon Star Wars, ecco come mi sento di definirlo. Poteva essere peggio? Si. Poteva essere meglio? Doveva essere meglio.

Nei prossimi giorni si completeranno le recensioni su questo spazio, ovviamente vi ricondivideremo l’articolo ad ogni aggiornamento.

L’occasione è comunque ottima per ricordarvi l’appuntamento in live su Youtube del prossimo Lunedì 23 Novembre alle 21.00 con la puntata speciale di A News Hope dedicata alla discussione su Star Wars: L’Ascesa di Skywalker.

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Federico Bracchi

Federico Bracchi

Nella vita faccio il medico, appassionato di sport (Calcio e Basket, soprattutto) e Star Wars. Ricordate: guardare un film di Star Wars al giorno, leva il medico di torno!